
“Scopriremo chi siamo solo strada facendo”
Davide Munaro
Spesso sento parlare di ipnosi in modo confuso.
L’ipnosi è una condizione di dormiveglia. Uno stato alterato della coscienza.
Talvolta è una condizione naturale, che avviene spontaneamente. Chissà quante volte vi siete trovati seduti sulla panchina in un parco, e mentre stavate osservando una foglia che si muoveva oppure la pioggia che si rifletteva nella pozzanghera, i vostri pensieri erano da un’altra parte. Non sapete esattamente dove, i pensieri andavano per conto loro. Un po’ come poco prima di addormentarci i pensieri si muovono liberamente in ricordi e tracce mnemoniche illogiche.
L’ipnosi può avere differenti stadi di profondità, ma in sé e per sé l’ipnosi non è curativa.
E’ semplicemente uno stato fenomenologico.
E’ caratterizzata principalmente per amnesia, distorsione spazio-temporale e focalizzazione dell’attenzione dall’ambiente esterno all’interno di noi.
Immaginiamo un portamonete, all’interno del quale esistono numerose monete.
Ognuno di noi possiede un portamonete. Non è importante il numero di monete che possediamo, ma è di fondamentale importanza utilizzarle tutte.
Il portamonete è l’inconscio, e le monete sono le risorse depositate all’interno e che spesso abbiamo raccolto durante il corso della nostra vita, spesso senza rendercene conto.
Esattamente come ognuno di noi ha imparato ad andare in bici in modo inconsapevole, senza rendersene conto.
La psicoterapia ipnotica è la comunicazione con l’inconscio del paziente.
Per fare questo dobbiamo utilizzare un linguaggio analogico, irrazionale.
E’ all’interno di un rapport, di un rapporto empatico che lo psicoterapeuta riesce a creare, come un sarto fa vestiti su misura, delle metafore, degli aneddoti, delle visualizzazioni guidate per stimolare l’inconscio del paziente.
Nella psicoterapia ipnotica non esistono protocolli prestampati, o modelli ripetibili.
E’ una danza tra l’inconscio del paziente e quello dello psicoterapeuta.
Nessuno è in grado di spiegare cosa succede all’interno della nostra mente inconscia.
Possiamo stimolarla, ma è la mente stessa che trova la soluzione e ci fornisce le risorse necessarie per affrontare il problema.
La psicoterapia avviene all’interno del paziente.
Il compito dello psicoterapeuta ipnotico è quello di mandare un’incognita, un carretto vuoto da riempire di un significato. Sarà la mente inconscia a trovare il suo significato, a svelare la soluzione dell’indovinello, a riempire il carretto.
“Un giorno di primavera stavo salendo per una collina all’interno di una macchia mediterranea in un luogo della Sardegna.
Non ero solo, stavo con una persona che ho perso qualche anno fa.
Avevo appena comperato una bicicletta, una mountain-bike.
Mentre salivo, la catena cadde dalla corona. Mi fermai e rimisi la catena sulla corona facendo girare il pedale con la mano sinistra. Ripresi a pedalare, ma da li a poco la catena cadde nuovamente.
Mi fermai, ma mentre stavo facendo salire la catena sulla corona, la persona che stava con me mi chiese: “Cosa stai facendo?”
Risposi:
“Non vedi? Sto facendo una cosa logica e giusta. Cade la catena e io la rimetto a posto!!!”
A quel punto mi chiese: “Perché lo fai? Dove vuoi andare?”
Risposi:
“Vorrei andare lassù, in cima alla collina vicino a quel pino marittimo nano”.
Lui disse:
“Potresti andarci meglio proseguendo a piedi non credi?”
Quelle parole riecheggiano ancora dentro la mia mente. Qualche cosa scattò dentro di me. Mi resi conto che non dovevo fare la scelta giusta. La scelta giusta è quella logica, coerente. Essa ha una forte valenza culturale. Ma io non dovevo fare la scelta giusta, dovevo fare la mia scelta, quella che mi apparteneva, anche se scomoda e sconveniente.
Abbandonai la bici e proseguii a piedi; ricordo ancora il suono del vento, il profumo del timo e l’odore del mare.
Forse più spesso dobbiamo abbandonarci al nostro inconscio, e invece che fare scelte giuste fare le nostre scelte, quelle che seguono il nostro respiro.
novembre 13th, 2009 at 16:26
Sono d’accordo.Ognuno di noi ha la possibilità di rendere migliore la propria vita scegliendo. Scegliendo di vivere secondo la propria natura, quella più profonda. Da quando siamo nati, purtroppo, la società, la cultura, e i modelli educativi con i quali siamo cresciuti hanno sempre cercato di soffocare la nostra libertà di pensiero. Riappropriarsene è l’unico modo per tornare di nuovo veramente vivi e ritrovare quell’unicità di cui siamo stati spogliati inconsapevolmente.
Max (Reggio Emilia)