nov 08

Vendono paura, paura d’invecchiare, di ammalarsi, paura di essere adolescenti, paura degli altri…” (M. Petersen)

Sono parole tratte dal documentario “Inventori di Malattie” , una co-produzione Rai Tre/C’era una volta e Alhambra Factory.

Il video è il risultato di un’inchiesta partita negli Stati Uniti, e riguarda tutto il mondo occidentale sull’uso smodato di farmaci,  e in particolare ansiolitici e antidepressivi.

Attraverso interviste a medici, economisti, giornalisti e altri esperti, emerge lo strapotere delle industrie farmaceutiche, per lo più quotate in borsa, e la tendenza ad inventare malattie piuttosto che farmaci, utilizzando sindromi minori presenti nel DSM IV con sintomatologie abbastanza generiche. Per lanciare un nuovo medicinale ci vogliono in media 8 anni perché passi dallo stadio della ricerca in laboratorio alla commercializzazione in farmacia, mentre per ottenere una nuova indicazione per un farmaco già in commercio bastano 18 mesi. Le ricerche sono pilotate dalle stesse case farmaceutiche, così come i corsi di aggiornamento per i medici, gli studi e le statistiche sugli effetti positivi dei farmaci.

Grazie a costosissime campagne pubblicitarie e potenti strategie di marketing, le multinazionali del farmaco vendono paure: paura di invecchiare, di essere timidi, di essere iperattivi, agitati, apprensivi. Semplici tratti del carattere o piccoli disturbi diventano vere e proprie malattie da curare con farmaci.

A causa della massiccia pubblicità,  lo stesso consumatore è indotto a chiedersi se anche lui per caso non soffre di quella sindrome, con la conseguente richiesta al medico affinché gli prescriva quel certo farmaco di cui ha sentito parlare. Per ottenere questo risultato, basta lanciare e sponsorizzare campagne di presa di coscienza della malattia (disease awarness).

Quante volte ci siamo percepiti malati di qualche cosa, ma essere malati non significa discostarsi da comportamenti culturalmente condivisi.

Molti comportamenti (come comportamenti sessuali), ad esempio, erano considerati malattie, semplicemente perché tutto ciò era entrato nella cultura delle persone, e non perché comportasse una problema vero e proprio di salute.

Leave a Reply