gen 15
Siaomo esseri incredibilmente potenti:
Credo di aver passato trent’anni della mia vita, i primi trent’anni per cercare
di diventare qualcosa.
Volevo diventare bravo nel fare le cose, diventare bravo a tennis, bravo a scuola,
nei voti.
Tutto lo vedevo in questa prospettiva.
“Non vado bene così come sono, ma se divento bravo nel fare delle cose”.
“Mi sono reso conto che giocavo il gioco sbagliato,
perchè il gioco era scoprire ciò che già ero”.
gennaio 24th, 2010 at 12:19
L’imperfezione è qualcosa che non appartiene a questi tempi, e l’uomo, con il suo essere emozionale, è imperfetto per definizione. Essere se stessi è solo un’utopia. E’ tutto troppo superficiale, e anche chi invoca una profondità di sentimenti nei rapporti non accetta il vero di essere di un individuo, poichè non accetta i suoi errori.
Questo sarebbe il minore dei mali! il vero dramma nasce dallo scoprirsi un contenitore vuoto; no, non quello di avere una vita vuota, ma proprio la capacità, come un moderno re Mida, di trasformare ogni esperienza, ogni sensazione, ogni rapporto in uno sterile, profondo e nero vuoto. Ciò presuppone un’accettazione dello stato delle cose che non
si può superare semplicemente rompendo gli schemi.
continuare a rimanere sulla giostra non è più fantastico come un tempo.
gennaio 24th, 2010 at 17:53
“…e da qualche parte in mezzo alla schiavitù del dover essere, il folle poter essere sussurra loro di vivere, conoscere, sperimentare..-si ma cosa? Meraviglie!”
febbraio 14th, 2010 at 21:23
Sono d’accordo nel credere che ognuno debba diventare ciò che è, ma perchè esiste una spietata trappola rappresentata dal giudizio altrui, per cui se un individuo è in un certo modo allora è strano, o pazzo addirittura.
E’ qui che interviene, secondo me, la vera potenza: resistere ai giudizi, resistere alla vita stessa.