“Tutto è cosi perfetto se non intervieni per paura”
Munaro Davide
All’inizio la tua prospettiva è orizzontale. Quando nasci, e per parecchi anni, l’unica cosa che puoi fare è camminare. Camminare è una cosa normale, diventa la tua normalità. L’unico modo di esistere.
Poi qualche cosa succede in te.
Qualche cosa che nasce da dentro. Non riesci a razionalizzarla, sai che esiste, un impulso, un istinto. Non puoi comprenderlo, puoi solo accompagnarlo, e prenderne atto quando prende forma.
Non sai esattamente quando ti chiamerà, ma prima o poi avverrà.
Se quel giorno osi seguire l’istinto, sali sul ramo più grosso dell’albero più alto, del bosco nel quale stai crescendo.
Guardi il cielo blu e ti lanci.
Provi a sbattere le ali ricoperte da un sottile piumaggio.
Le muovi velocemente ma all’inizio no serve a nulla.
Poi cadi su una montagna di foglie secche che fungono da cuscino.
Tutto è cosi perfetto se osservi il bosco e non ti soffermi sulla sofferenza del singolo albero.
Lascia che tutto prenda forma, non soffermarti sull’evento. Prendi coraggio.
Provi ancora a volare e senza che tu te ne renda conto stai cambiando.
Inizi a saltare da un ramo all’altro.. ma il salto adesso è più lungo.
Non hai ancora un volo completo ma si inizia a intravedere quello che sarai.
Salti e voli malamente.
Poi passano i giorni, e una bella mattina, una mattina primaverile, non sai cosa sia successo, ma in quel salto non inizia la discesa, ma la salita.
Inizi a salire in cielo.
Il vento ti porta in alto.
E’ una sensazione strana. La tua prospettiva sta cambiando. Ora non è più orizzontale, inizi a vedere tutto dall’alto.
Una visione sempre più completa, tutto cambia forma.
Non esiste una realtà ma il modo di percepirla.
Un modo che non si ferma mai.
Non tornerai mai più indietro. Devi avere il coraggio di accettare che indietro non si può tornare.
Il cambiamento va solamente in un’unica direzione.
Non devi cercare di opporre resistenza.
Mentre sali nel cielo realizzi, senti e ti rendi conto che il bosco nel quale sei nato era circondato da alte muraglie fatte di sassi.
Inizi a salire e vedi i confini del parco dove sei cresciuto. Il parco che ti dava tanta sicurezza, immerso in alberi secolari.
Pensavi fosse infinito, ma più sali in cielo più scorgerai i suoi confini.
Ciò che era immenso diventa piccolo.
Quella libertà che esso ti dava è cambiata, mentre che cambiava il tuo essere.
Divenire incessantemente ciò che si è senza impedire il cambiamento.
Tags: ansia sociale
febbraio 15th, 2010 at 19:55
Sicuramente il mio parere è molto semplicistico,molto terra terra , non pretendo certo di aver ragione e sono certa che qualcuno probabilmente con altre parole mi confonderebbe i pensieri,ma io credo che quando qualcuno guarda al di là dei propri confini o sente anche solo il desiderio di farlo è perchè dov’è non sta più bene.
La vita ci mette davanti ogni giorno delle difficoltà,anche amare a volte è difficile,ma bisogna anche saper accettare e se possibile superare i momenti no,ma non tutti siamo disposti a farlo.
Anche decidere di avere un figlio comporta una serie di complicazioni,di pensieri e di sacrifici,ma non c’è nulla di paragonabile perchè poi l’amore che dai ti torna indietro.
Ognuno di noi decide della sua vita e di quello che farà nel futuro,io penso di essere stata molto fortunata finora,forse non ho fatto tutto quello che avrei voluto,ma non mi importa perchè credo comunque di essere stata libera di scegliere.
E ho scelto di superare qualche difficoltà per dividere con mio marito e i miei figli tutto il resto dalla mia vita.E sono felice.
febbraio 16th, 2010 at 10:32
Beh Davide………i muri ci sono sempre. Però che godimento quando li scavalchi! A presto
febbraio 16th, 2010 at 14:39
Non torno indietro. Ma nel mio cuore, da qualche parte, esiste un luogo senza tempo nè spazio dove non conosco barriere nè limiti, dove posso scivolare senza paura perchè ci sono solo io e di me mi fido, dove le immagini prendono forme danzanti nell’aria spessa e profonda e dove i ricordi si ammassano e si trasformano in silenzio… e li guardo, li accarezzo non decido nulla ma assaporo. si forse potrò volare un giorno ma ora, in questo preciso istante ciò che provo è così intenso e dolce che penso sia veramente infinito e non voglio andar via… grazie Davide
febbraio 21st, 2010 at 10:14
A differenza di quanto si dica nel titolo “impronta digitale” a me sembra che ci si voglia standardizzare…come se la vita fosse uguale per tutti, offrisse gli stessi strumenti, le stesse occasioni, ed è solo un problema di chi non coglie la differenza di prospettiva non riuscire a coglierle
Lasciamo glauco avvolto nelle sue erbacce sul fondo del mare e continuiamo ad ammirare estasiati quella meravogliosa superficie che si estende a vista d’occhio,
increspata o meno dalla brezza, ce n’è a sufficienza per parlare fino alla fine dei tempi
marzo 6th, 2010 at 23:20
IL FUTURO CI ANGOSCIA,
E IL PASSATO CI FRENA.
ECCO PERCHE’ LASCIAMO CHE L’OGGI CI SFUGGA!
marzo 19th, 2010 at 08:08
triste… molto… profondo, ma dove? sempre uguale, ma evito di guardare veramente il caos intorno dentro sulla pelle, metabolizzare ed andare sempre. sono stanca…
aprile 10th, 2010 at 10:47
You have tested it and writing form your personal experience or you find some information online?
aprile 11th, 2010 at 20:13
You can’t find your exeperience on line.
You change every day if you loose your control.
we are often traying to stop our evolution. we follow our false and rigid mental architecture. It’s not the truth.
It’s like the wind carrying the pollen. You’ll find a tree, even if no one has planted before.
Dott. Munaro Davide