I coltivatori di tabacco insegnano che al tabacco appena piantato, non viene data sufficiente acqua per soddisfare completamente i suoi bisogni.
A causa di ciò, la pianta è costretta a cercare nella profondità del suolo l’acqua.
La condizione di stress permette lo sviluppo nel tempo di un impianto radicale forte.
L’effetto sarà di avere delle fantastiche piante.
Le condizioni stressanti non devono essere viste sempre come qualche cosa da evitare. Questo è un insegnamento innaturale, che porta a trovare la soluzione banale dei nostri problemi, come spesso accade quando vedo persone che si sedano attraverso l’utilizzo di psicofarmaci per affrontare la loro ansia o i loro stati depressivi e paure.
Ma come fa una persona parlare di sè se dietro non sono presenti esperienze emotive forti.
Molte persone riempiono la vita di oggetti, di abitudini, di dogmi.
Spesso descrivono se stessi in base al loro lavoro, la grandezza della macchina, quanti appartamenti hanno, dove lavorano…..
Nessuno ci insegna a scoprire chi siamo realmente. Ci insegnano a diventare o ad assomigliare a qualche stereotipo di successo.
Fin dall’inizio la cultura di riferimento si impossessa di noi e ci insegna quali emozioni devono essere nascoste, perché subiranno critiche, e quali altre no.
Veniamo sempre giudicati per quello che facciamo fin dall’infanzia e indirizzati a diventare quello che non siamo.
Poco spazio viene dato alle nostre riflessioni interiori umane; tutto passa da un giudizio dicotomico e banale basato sul giusto e sbagliato.
Le situazioni stressanti creano spazi, e noi dobbiamo lasciare che questi spazi si riempiano spontanemanete senza fretta nel tempo.
Un po’ come quando da piccoli ci sbucciavamo le ginocchia e si formava spontaneamente una crosticina che poi lasciava spazio ad una nuova pelle più rosa, che con il tempo si irrobustiva.
Senza rendercene conto avevamo una nuova pelle.
Creare spazio significa abbandonare ciò che non serve più, anche se questo é diventato un porto sicuro.

