mar 30
“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta” (Buckminster Fuller)
Tags: ansia, ansia sociale fobia paura attacchi di panico, attacchi di panico, fobia sociale
aprile 2nd, 2010 at 18:30
Fino a un anno fa o forse anche solo 6 mesi fa pensavo che alcune situazioni che in passato mi hanno fatto del male non cambiassero mai proprio perchè “io” speravo che cambiassero e così combattevo inutilmente con qualcosa che non avrei mai cambiato perchè è vero dovevo cambiare io anche se non ne avevo colpa se qualcuno mi aveva fatto sentire inferiore.
Poi qualche settimana fa mi è stata fatta una domanda,così a bruciapelo e mi sono resa conto che cambiando prospettiva le cose possono essere diverse eppure niente è cambiato,nulla di nulla,ma io sono una persona diversa e adesso sono molto più sicura di me stessa.Ciao,ti ho solo anticipato quello che ti dirò a voce.
aprile 4th, 2010 at 22:09
..come si potrebbe costruire uno schema diverso se gli input sono sempre gli stessi…siamo sempre noi stessi, il nostro modo di pensare, i nostri vizi-virtu’.. gli ingredienti insomma, nn cambiano..
percio’ il modello deve essere costruito da altri…da fuori. persone o circostranze “fuori”…
..o cambiano per intuizione? …ma l’intuizione nn nasce solo perche’ la si desidera.
..sembra una lotta estenuante questo “cambiare”…preferisco trovare serenità nell’accettare.
aprile 5th, 2010 at 23:19
La mia chiave di lettura è questa. La realtà esistente è lo schema creato dagli altri, che ci viene imposto o che abbiamo accettato passivamente. Gli input che mancano, usando le tue parole, sono i nostri. Ed è per questo che posso creare un nuovo schema che possa tenere in considerazione me o che mi possa mettere al centro del mio schema. Tante volte penso che non possa esistere uno schema che possa conciliare me con la realtà esistente ma finchè ne avrò le forze lo cercherò….è vero è una lotta dura ma anche un motivo per andare avanti e nel non arrendersi.. caro ciao
aprile 18th, 2010 at 17:15
Già, gli ingredienti non cambiano, noi restiamo gli stessi…ma solo in apparenza..io credo nell’essere in continuo cambiamento, così come lo scorrere dell’acqua del fiume. E’ il tempo che ci cambia, i pensieri che maturiamo, le esperienze che facciamo, gli sguardi che incontriamo, le emozioni che viviamo, comprese quelle dolorose e/o negative.
Non mi sento parte di uno schema, piuttosto prigioniero di me stesso, penso anche che chi mi sta intorno sia importante, non per dirmi come devo essere, ma perchè l’uomo è un animale sociale e non può prescindere dal confronto continuo con chi gli sta vicino.
Per me la vera lotta è nell’accettare, non riesco a subire ciò che non capisco. Si può cambiare gli schemi, si possono cercare nuove prospettive di visione del panorama, ma gli occhi restano gli stessi, è il sentire che cambia..
“Quello che so, è quello che sono. Sono come un libro che devi leggere. Un libro non può leggersi da solo, non sa nememno qual’è il suo argomento. Io non so qual’è il mio argomento..”
aprile 23rd, 2010 at 08:10
Buongiorno…è una bellissima mattina di Aprile!
E’ un periodo a questa parte che sono molto operosa, stò costruendo il mio mondo.Quello vecchio non mi piaceva, mi faceva soffrire, non mi identificavo non riuscivo ad inserirmi e ad relazionarmi…non sorridevo mai…
Mi sono spogliata del vestito da guerriera che ho sempre avuto, non voglio più combattere in questo mondo che non usa le mie stesse armi, le loro sono spade affilate le mie erano di gommapiuma…Poi un giorno ho incontrato la mia fortuna, mi ha fatto capire che la mia forza non sarebbe servita per combattere ma per costruire. Con molta fatica oggi stò cominciando a costruire il mio mondo fatto di profumi e colori il “mio paese delle meraviglie”… ma pur sempre inglobato nel vecchio,triste e grigio mondo quello in cui vivo!!!!!
Non stancatevi mai di cercare la vostra fortuna perchè quando la incontrerete vi farà sbocciare!!!!!!!!
maggio 3rd, 2010 at 16:28
“Ancora una volta mi sentii sollevare nello Spazio. Era proprio come la Sfera aveva detto. Più ci allontanavamo dall’oggetto che stavamo osservando, più il campo visivo aumentava. La mia città natia, con l’interno di ogni casa e di ogni creatura ivi contenuta, si apriva al mio sguardo come in miniatura. Salimmo ancora e, oh, i segreti della terra, le profondità delle miniere si svelava davanti a me!”
“Osserva quella miserabile creatura. Quel Punto è un Essere come noi, ma confinato nel baratro adimensionale. Egli stesso è tutto il suo Mondo, tutto il suo Universo; egli non può concepire altri fuor di se stesso: egli non conosce lunghezza, né larghezza, né altezza, poiché non ne ha esperirenza; non ha cognizione nemmeno del numero Due; né ha un’idea della pluralità, poiché egli è in se stesso il suo Uno e il suo Tutto, essendo in realtà Niente. Eppure nota la sua soddisfazione totale, e traine questa lezione: che l’essere soddisfatti di sé significa essere vili e ignoranti, e che è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici.”
Flatlandia, un bellissimo libro.